OSTEOPATIA
Osteopatia

Osteopatia


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Definizione

L’osteopatia è un sistema affermato e riconosciuto di prevenzione sanitaria che si basa sul contatto manuale per la diagnosi e per il trattamento.

Rispetta la relazione tra il corpo, la mente e lo spirito sia in salute che nella malattia: pone l’enfasi sull’integrità strutturale e funzionale del corpo e sulla tendenza intrinseca del corpo ad autocurarsi. Il trattamento osteopatico viene visto come influenza facilitante per incoraggiare questo processo di autoregolazione. I dolori accusati dai pazienti risultano da una relazione reciproca tra i componenti muscolo-scheletrici e quelli viscerali di una malattia o di uno sforzo.

Le tecniche osteopatiche vengono divise in 4 grandi famiglie, l’osteopata le utilizza a seconda delle necessità terapeutiche. Si parlerà dunque di:

  • Tecniche osteopatiche strutturali sono definite tali poiché ristabiliscono la mobilità della struttura ossea, correggono le posizioni spaziali delle articolazioni secondo i loro assi di movimento. La specificità e la rapidità delle manipolazioni consente, a più o meno breve scadenza, il recupero della mobilità articolare. Hanno una forte influenza neurologica, oltre che puramente meccanica, in quanto favoriscono l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni della parte trattata.

  • Tecniche osteopatiche craniali agiscono sul movimento di congruenza fra le ossa del cranio, ristabilendone il normale “meccanismo respiratorio primario”. Con queste tecniche si agisce in particolare sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno.

  • Tecniche osteopatiche viscerali: I lavori intrapresi da Jean-Pierre Barral sugli organi dell’addome hanno mostrato che esiste una dinamica precisa: i visceri si muovono in modo specifico sotto l’influenza della pressione diaframmatica. Questa dinamica viscerale può essere modificata (restizione di mobilità) o scomparire e creare una sintomatologia. Applicando una tecnica specifica, l’osteopata permette all’organo di ritrovare la sua fisiologia naturale ed i disordini legati alla restrizione di mobilità saranno così corretti. Esiste da un punto di vista anatomico e funzionale una relazione tra i visceri e la struttura muscolo-scheletrica. La conseguenza è che una cattiva funzione della struttura (colonna vertebrale), può influenzare uno o più visceri e viceversa. Si possono trovare, in persone che soffrono di mal di schiena, problemi di mobilità del fegato, del colon, del rene o dell’utero.

  • Tecniche osteopatiche complementari:
    • Le tecniche funzionali: Fasciali
    • Tgo: Tecniche di energia muscolare (Mitchell), Tecniche riflesse, Lien Mécanique Ostéopatique (Chauffour)
    • Blocchi: Tecniche neurovegetative, Somato emozionale
    • Btl: Diagnosi termica.

Come funziona

Il trattamento osteopatico incoraggia e supporta i principi omeostatici del corpo e il suo equilibrio naturale, stimola il sistema arterioso, venoso, linfatico e nervoso per favorire il nutrimento nonché l’eliminazione delle sostanze di rifiuto. In questi termini, l’intervento osteopatico trova un piano di applicazione senza limiti, come illimitata è la “saggezza intrinseca” al corpo umano: l’autoguarigione. Qualsiasi sia la sede nonché la condizione anomala da cui il corpo è afflitto, l’obiettivo osteopatico si prefigge di:

  • ristabilire la mobilità e la motilità (articolare, fasciale, viscerale…) laddove esse siano state compromesse;
  • migliorare l’apporto sanguigno e il ritorno venoso e linfatico per ottimizzare l’ossigenazione e la nutrizione cellulare;
  • normalizzare l’interazione del sistema nervoso centrale e periferico con il sistema immunitario, endocrino e muscolo-scheletrico;
  • bilanciare e coordinare il sistema dei 6 diaframmi e il loro ritmo (il diaframma plantare, pelvico, toraco-addominale, toracico superiore, iodeo e il tentorium cerebri).

Storia dell'osteopatia

Dunque, chiunque desideri ricercare e cogliere l’anima della filosofia osteopatica deve necessariamente avvicinarsi alla vita del suo fondatore, Andrew Taylor Still, e non di meno considerare il contesto storico in cui l’osteopatia si è sviluppata. Negli Stati Uniti, in epoca conservatrice, puritana e mentalmente chiusa come il tardo ottocento, “the old Doctor” così era chiamato Still, venne in tutti i modi ostacolato nel diffondere le sue terapie manipolative come metodo di cura. I contrari, a tale forma terapeutica, erano la maggioranza. Solo dopo anni di pratica e di risultati positivi, Still riuscì a convincere la gente sulla reale utilità dell’Osteopatia, pertanto ad A.T. Still si riconosce non solo il merito di aver scoperto l’Osteopatia ma soprattutto di aver perseverato e sviluppato i principi e le pratiche di tale arte in un vero e proprio sistema curativo, autonomo e distinto.

Qual è il campo di applicazione dell'osteopatia?

Prima di tutto l’osteopata deve valutare se il problema è di sua competenza. Successivamente farà un analisi di persona e deciderà se gli aggiustamenti possono essere di aiuto. Le indicazioni più frequenti sono: sciatica, sciatalgia, lombalgia, dorsalgia, periartrite scapolo omerale, cervicalgia, brachialgia, cefalea, torcicollo, stress, stati ansiosi, depressivi, irritabilità, turbe del sonno, senso di oppressione, tendiniti, dolori articolari, pubalgie, dolori costali o intercostali, dolori al coccige e qualsiasi dolore a seguito di un trauma importante (sportivo, incidente stradale), problemi circolatori agli arti inferiori e superiori, congestioni venose, emorroidi, palpitazioni alcune ipertensioni arteriose, tachicardia, problemi post-operatori, cardiocircolatori, acidità gastrica, ernia iatale, flatulenza, turbeepato-vescicolare, diarrea, colite spastica, seguito di gravidanza, sindrome post-partum, cistite, disordini di menopause, dolori funzionali del piccolo bacino, dolore durante le relazioni, postatite, rinite, sinusite cronica, patologie asmatiche, vertigini, cefalee, problemi di deglutizione, vari problemi della nascita e della prima infanzia legati ad un parto difficile (cesareo), disturbi del sonno, mancanza di concentrazione, dislessia, stato collerico, aggressivo, problemi digestivi, problemi ORL, canale lacrimale otturato, scoliosi).

Come si svolgono le sedute

L’osteopata dopo le accurate analisi del caso inizierà il trattamento. Nei casi molto acuti sono consigliati trattamenti a frequenza bisettimanale per passare poi ad una volta a settimana (nei casi meno acuti il trattamento comincerà direttamente con frequenza settimanale). Una volta che la situazione è migliorata si consigliano controlli periodici preventivi solitamente a distanza di qualche mese.

Chi va dall'osteopata

Tutti possono andare dall’osteopata senza limite d’età. Il professionista dopo aver attentamente valutato il caso del paziente deciderà se svolgere il proprio lavoro oppure indirizzarlo da un altro professionista.